Chi siamo

La Sita Sud  nasce nel 1908, da una lunga e appassionante esperienza nel campo dolciario, ispirata dalle tradizioni secolari.

Il fondatore dedito alla produzione artigianale  in un piccolo laboratorio, ha poi

trasferito ai figli la sua passione creando un nuovo stabilimento, ma mantenendo

nella produzione la stessa ricercatezza di allora, ovviamente, tenendo conto del

variare dei gusti dei consumatori.

 L’impegno tramandato si fonda su tre credenziali: passione, perseveranza e professionalità.

Con l’ultimo passaggio generazionale è iniziata anche una politica di perfezionamento del prodotto, puntando ad un miglioramento dell’immagine

aziendale e mantenendone invariata la qualità e l’artigianalità.
La Sita Sud ha come obiettivo la genuinità dei prodotti che usa e l'efficienza dei suoi servizi, vanta una lunga tradizione nel settore dolciario ed e' una tappa obbligata per tutti coloro che vogliono gustare un prodotto veramente genuino e preparato con sapienza artigianale,
usando, nel rispetto delle ricette tradizionali tramandate da generazioni, selezionate materie prime di alta qualità di produzione nazionale.

Il Cioccolato e il torrone DELICE, il marchio con cui oggi è riconosciuta la Sita Sud in tutto il territorio, è un prodotto raffinato, curato in ogni minimo particolare; qualità, freschezza e cultura dolciaria secolare: è l'essenza della formula Delice.
La nostra azienda, con anni di esperienza nel settore, riesce oggi a coniugare la migliore tradizione pasticcera italiana con una particolare attenzione alla cura nella confezione dei prodotti; ha concentrato i propri sforzi nel raggiungimento di un elevato standard qualitativo dei propri prodotti attuando un rigido sistema di controlli in tutte le fasi dei processi di approvvigionamento (selezione fornitori e materie prime), di produzione (preparazione degli impasti, pulizia e disinfezione degli impianti), di confezionamento (utilizzo di materiali specifici per prodotti alimentari) e di distribuzione (effettuando le consegne con mezzi di proprietà).

 Il modo artigianale di produzione è ancora vivo pur nell'adeguamento inevitabile alle norme igienico sanitarie che la normativa nazionale e comunitaria impongono.

La nostra produzione si concentra soprattutto sul torrone, in tutte le sue specialità e sulla lavorazione del cioccolato in specie delle uova pasquali.

  Il Torrone  è da sempre testimonianza di una lunga tradizione, simbolo di una terra e del suo   popolo, espressione di artigianalità e genuinità.  Questo dolce composto di miele, albume, nocciole era conosciuto già dal tempo dei Romani i quali lo chiamavano “Cupedia". Questo termine, che nel suo passaggio dall’idioma latino a quello dialettale che è “Cupeta”, non ha subito quasi alcuna trasformazione.

Non si conosce l’ esatta etimologia del termine Torrone, è probabile che derivi dal verbo latino torréo, quale significa, tra l’altro, abbrustolire, arrostire, tostare, essendo primo ed indispensabile ingrediente del torrone la nocciola o la mandorla abbrustolita o tostata.

Altri ritengono che torrone derivi da Torrione, simbolo di Cremona città nella quale, secondo leggenda, fu ideato questo dolce a base di mandorle, miele e bianco d'uovo, in occasione del banchetto di nozze di Francesco Sforza e Maria Visconti (1441). Al dolce fu poi data la forma del Torrione, da qui quindi il nome attuale.
 Se conosciuto già ai tempi dell'antica Roma (tra gli altri ne parla Tito Livio nel primo secolo a.c.) questo prodotto  ebbe poi grande diffusione a partire dal diciassettesimo secolo, periodo a cui risalgono le prime varietà:
 il Torrone del Papa composto di zucchero liquefatto, pinoli e un po’ di frutta sciroppata. Il  nome di quest’ultimo può derivare sia dal fatto che essendo molto gustoso era degno della bocca di un Papa e sia dal fatto che essendo assai molle poteva essere mangiato facilmente in età senile.

In Campania questo dolce dagli ingredienti semplici (bianco d'uovo, miele e mandorle) è da sempre testimonianza di una lunga tradizione consolidatasi all'epoca di Ferdinando I di Borbone, Re di Napoli, il quale ordinò che ne fosse fatto un tipo particolare apposta per sua moglie Maria Carolina d'Austria, chiamato, appunto, il Torrone della Regina, simile a quello del Papa ma ricoperto di naspro per lo più di cioccolato o limone, che fu dedicato alla golosità del re Ferdinando I di Borbone.
Per il suo sapore superiore, quasi regale era un dolce apprezzato da tutti, sia dai popolani, che lo producevano in casa per consumarlo nei giorni di festa o per venderlo ai mercati, sia per i ricchi ed i nobili che lo offrivano ad ospiti e commensali.

Successivamente si diffuse il cosiddetto Torrone Perfezionato, cioè una “Cupeta” molto raffinata costituita sempre da miele, bianco d’uova e mandorle pugliesi in cui durante la cottura a fuoco lento, per la durata di circa otto ore, si versano delle essenze odorose e la novità era che il tutto invece di essere ricoperto con naspro era ricoperto da ostia.
Anche volendo considerare quanto finora esposto solo come leggenda, ciò non toglie che, analogamente a tutti i casi del genere, il mito adombri verità antiche e cosmopolite: gli ingredienti di base del torrone, cioè le nocciole o le mandorle e il miele, abbondantemente disponibili in tutto il bacino del Mediterraneo, fin dai tempi più remoti sono stati utilizzati per creare dolciumi come la romana “cupedia” (citata in Terenzio, Varrone e Plauto benché spesso il contesto faccia ritenere che non ci sia un riferimento ad un dolce ben determinato, ma l'accezione sia usata solo nel senso di prelibatezza) e l'arabo “turun” dai quali, attraverso una lenta evoluzione (“turron” in Spagna, che significa arrostire, dal latino “torrere”), è derivato, nel nome e nella struttura, il nostro torrone.

Ancora oggi , il Torrone conserva il sapore di una volta infatti la scelta delle materie prime, la lavorazione e la cottura sono svolte con la stessa cura e passione di un tempo.
Inoltre, l’adozione di numerose innovazioni tecnologiche nel processo produttivo consente di migliorare continuamente le caratteristiche fisiche ed organolettiche del torrone e di creare nuovi gusti e pezzature.

 Già in passato il torrone era composto con materie prime in grado di dare un prodotto facilmente conservabile, adatto ad essere portato con sé dai legionari romani e dai viaggiatori arabi, senza contare che si presentava particolarmente indicato nel clima caldo almeno più di altre specialità dolciarie che caratterizza l' estate tanto lungo le coste del Mediterraneo quanto nella pianura padana.
La conservabilità del torrone dipende strettamente dalla qualità delle sue materie prime, nonché dai trattamenti cui queste vengono sottoposte nell' ambito dei processi produttivi. Si consiglia sempre di conservare il torrone in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore, per evitare alterazioni dello zucchero o della frutta secca usata nell' impasto, ma in generale la scadenza è abbastanza lunga, tra i 12 e i 24 mesi (la mandorla risulta essere più resistente della nocciola). L' uso di un appropriato packaging è molto importante nel mantenere la qualità del prodotto e raggiungere la prefissata shelf-life. La permeabilità al vapore acqueo dipende dall'umidità relativa del prodotto: se è superiore al 10% si rende necessaria una maggiore protezione dagli agenti esterni. Altro vincolo è la presenza di farciture e coperture. Prodotti con alta umidità, farciti e ricoperti, richiedono il ricorso a materiali con elevate proprietà barriera.